Storia d'amore - parte 1a -

Una storia d’amore
di Matteo Perini
Vasco ed il padre Giovanni erano partiti presto, prima dell’alba, per affrontare quella giornata di caccia alla lepre; i due, accompagnati dai fedeli segugi, avevano già catturato un paio di prede che se ne stavano adagiate ancora tiepide dentro alla cacciatora. Anche il sole iniziava a scaldare, poiché ormai era mattino inoltrato e fra poco sarebbe stata ora di pranzare; quando fu che il figlio s'allontanò dal padre in tutta fretta poichè il segugio sembrava aver afferrato una scia d’odore selvatico; così Vasco ed il cane lasciarono il vecchio ad una certa distanza, il padre restò la, felice di godersi un breve riposo scaldato dai raggi e deliziato dall'aroma del tabacco che si stava lentamente sprigionando dalla sua pipa nodosa.
Dopo qualche minuto, cane e cacciatore, finirono per uscire dal bosco che si estendeva sul colle ed arrivarono ad un estesa piana; i raggi di sole colpivano la pianura, i bassi cumoli di nebbia si erano oramai diradati ed in alto il cielo era così terso; la montagna incoronava il paesaggio con le sue creste argentate, quella che a Vasco sembrava vedere era una verde Dea, distesa e suadente rideva, rideva perchè lo amava e lui la amava lei.
Il Figlio (uno spiraglio, un cancello aperto sulla mente)
Penso all’infanzia, a quando ci rotolavamo giù per i pendii logorandoci i vestiti, a quando correvamo così forte per quelle scarpate che sembrava nessuno potesse fermarci, noi volavamo; la campagna era il nostro rifugio, piena di posti segreti, solo nostri, era abbracciare l’erba di campo profumata e soffiare fra le foglie più lunghe e sottili facendole vibrare di suono, era rincorrersi e stramazzare al soffice suolo dopo ore di battaglie a palle di neve, accaldati, ansimanti, protetti dalle nostre armature di piuma, per poi tornare alle case, con le dita delle mani e dei piedi bollenti ed il volto ancora rosso di gioia, innocenza, libertà.
Ma la mente dell’uomo è così fragile, siamo in balia dei nostri desideri, del loro avverarsi o rifiutarsi.
Poco dopo il cane si fermò, sembrò acuire udito e olfatto, poi ripartì prendendo la corsa verso i poderi della famiglia del suo miglior amico, Giorgio. Vasco non aveva mai visto il bracco comportarsi così, almeno non quando stavano cacciando, e già era pronto a rimproverarlo a bastonate poiché immaginava stesse correndo scaltro per inseguire la cagna di Giorgio che sapeva essere in calore.
Poi si accorse che nascosti fra le fronde e i frutti del vigneto v’erano due figure umane; in due giacevano al suolo e scoperti nell’intimità, frettolosamente si stavano coprendo per vergogna. Già Vasco immaginava il buffo frangente che l'attendeva, rideva pensando ai volti arrossati e alle parole che avrebbe usato per scusare l’invadente irruenza del segugio.
Si trovò così appresso ai due amanti ma vide il cane saltare e scodinzolare attorno alla ragazza; non gli sembrava vero, volle esserle a pochi passi, faccia a faccia e forse più, per esser certo di ciò che non poteva o non voleva realizzare. Era lei, ma ancora non riusciva ad accettare l’evidenza; la sua ragazza, quegli occhi tondi e lucenti, le labbra morbide e arrossate, gonfie per l'amore che le era appena stato dato; non si stava sbagliando, la sua ragazza poco prima stava fornicando con quello che sembrava essere, ebbene sì, lo era stato, il suo migliore amico.
L’odio per l’ignobile inganno lo colpì, tramortendone la ragione; l'amore tradito, il suo profondo amore era stato così meschinamente tradito; mentre Vasco vacillava il cuore non resse e raggelò.
Queste le uniche parole che riuscì scompostamente a pronunziare:
«E’ così che ricambi il mio immenso amore? E tu così la mia sincera amicizia?».
L’imbarazzo dei due era straziante, i loro sguardi mendicavano indulgenza;
«Vasco no, non è come pensi!»
L’Assassino -parte1a-
io voglio uccidere
voglio ammazzare
affondare sciabole,
aprire colli fino all'osso
e voglio veder sangue sgorgare
caldo profumo di ruggine
voglio la parte di quel dio
che qualcuno inventò padrone
ed io avrò il potere!
e non la colpa!
vi aprirò come pomi maturi
vi strapperò come erbe infestanti
questo voglio!
io voglio questo!
un buon assassino
ha mano salda
non ha amici, non ha amori
non crede al cuore
e nemmeno all'anima
se così uccido amici e amori
ed inganno cuore ed anima
sarò un ottimo assassino
«siete soli in ogni istante della vita
non vi accorgete di esser soli
ma lo siete sempre,
inesorabilmente
meglio star pronti poiché
pur vivendo questa insondabile ignoranza
nell'ora
la morte
vi darà l'ultima lezione»
ed io sarò li
ad ammirare lo stupore ai vostri occhi
…non è come pensi……non è come pensi… …non è come pensi…
Queste parole inorridirono a tal punto Vasco da essere travolto da un’ira implacabile, imbracciò il fucile e aprì il fuoco sul petto di Giorgio, tanto gli era vicino che la doppietta lo fece saltare a tre passi di distanza; Rita fuggì nuda urlando, correndo e inciampando fra i filari, ma l'odio traboccava e c’era ancora polvere e piombo furioso, così Vasco non attese troppo prima di stenderla con un paio di colpi sul dorso.
L’Assassino -parte 2a-
ho sentito un soffio dietro al mio orecchio
il messaggio segreto di un vecchio cantastorie
ma quale strano tipo di amici ho io
loro erano li a ballare e cantare sul mio letto di morte
vomito
vorrei appendere le mie viscere come fossero salsicce
in effetti siamo tutti solo sacchi pieni di frattaglie e salsicce di sterco
carne da sugo per i vermi
una poltiglia di miliardi di batteri evoluti
ma tutto ciò che c'è di bello nell'uomo è chiuso in una scatola rotonda
un groviglio di filamenti elettrici impazziti
che m'illudevano d'essere qualcosa di più di tutto questo

4 Comments:
Miss you.
Miss you le nostre seghe mentali, le nostre chiaccherate, i tuoi racconti of course, la musica, le tue spiegazioni a cose che non capirò mai (quando sviluppo le foto poi ti dico...).
Il racconto è molto bello, ma te l'avevo già detto appena l'avevo letto.
Love you so much, you know that.
thank you so much.
ma quando arrivi godot?
ti aspetto godot.
Godot arriva presto.
Pare che debba dare qualche esame nella patria università a fine mese. Mi aspetti?
yes..
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