Storia d'amore - parte 2a -

L’abbaiare incessante del cane, le urla e gli spari, avevano attirato già da tempo l’attenzione del più anziano ed esperto cacciatore, il quale giunse presto sul luogo della carneficina.
Giovanni rimase basito, la scena che gli si presentava era infernale; il figlio rideva sadico imbrattato di sangue e vomito, il cane latrava isterico girava in tondo ed abbaiava; sui corpi il sangue scivolava lento, sinuoso, tingendo carne morbida e nuda; così mentre la vita impazziva la morte mostrava tutta la sua cupa bellezza:
«Hai visto papà? Ah ah! Ho ammazzato il traditore!…ed anche la puttana! Ah! Ah ah!»
Il Padre
Ho visto come in sogno
padri e figli trucidati
con la gola tagliata
ed il sangue sgorgato ormai secco
decine, centinaia di uomini
uccisi per vendetta
E le madri
E i figli
Neri
In un funerale a cielo aperto
Per le strade
In una terra buia e sconfinata
Fra i cadaveri
Che non posson creder morti
E la paura
La Paura che sovrasta tutto
Intossica la mente
Non da scampo la paura
Ti rinchiude in una casa
Che vuol essere rifugio
ma è sigillata da un nero cancello
è la nostra
e sarà per loro
Prigione
«Tu sei uscito di senno figlio mio, guarda che hai fatto!
Non puoi capire la sciagura.
Questa non è selvaggina, il bosco non verrà a chiedere il riscatto per qualche lepre o beccaccia di cui noi spesso lo priviamo, ma questi, come sai, sono uomini, e l’uomo nutre l’odio in petto e partorisce vendetta, e poiché non è mai sazio di giustizia, soprattutto nel nostro rude paese, sappi che questo atto sarà il principio di una sanguinosa guerra, fra famiglie che dopo aver pianto disperate i propri figli troppo giovani per esser morti, imbracceranno le armi per vendicare l’angoscioso dolore ed il ricordo felice. Ed il sangue non cesserà di scorrer per decenni, bagnerà le nostre contrade forse per secoli.
Ora io ho deciso a malincuore sul da farsi, darò rimedio a tutto questo.
Preparati mio amato figlio maldestro, poiché io ti toglierò la vita» .
Giovanni puntò deciso il fucile e fece fuoco; sul petto del giovane un fiotto, che sgorgando copioso dal corpo accasciato, si unì al sangue delle proprie vittime, mescolando amore e odio, tradimento e vendetta.
Poi dal volto, fino ad allora impassibile volto secco e rugoso,
scese una lacrima,
un'unica lacrima cupa e bollente come lava;
il vecchio sentì che la sua vita finiva in quell’istante;
cadde sulle ginocchia,
puntò la canna sotto al mento e premette sul grilletto.

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